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Forte Pozzacchio

Fortificazione austro-ungarica della Grande Guerra (m 882)

 

Abbiamo visitato Il forte il 12 novembre 2005. Conoscendo la struttura completamente in galleria (la prima visita risale ad una ventina di anni prima) siamo andati con la nostra lampada ad acetilene e lo abbiamo esplorato molto agevolmente.

La nostra luce nel buio!

Il forte presenta segni dove sono state prese delle misurazioni e probabilmente verrà ristrutturato. C'è un enorme parcheggio (si vede nella foto) di costruzione recente e per arrivare al forte basta una ventina di minuti di cammino.

Panorama dalla strada di accesso al forte

E' conveniente andare con una piantina per essere sicuri di visitarlo tutto. Questa è quella che avevamo trovato, schematica ma utilissima.

Piantina

L'interno del forte è caratterizzato da un sistema di scoli per l'acqua. Lo si può vedere nella foto della scalinata qui a fianco. Ma questo è niente. In certi posti hanno addirittura praticato dei fori passanti da muro a muro per questo scopo.

Scalinata interna per raggiungimento del livello superiore

Infine una bella sorpresa, non ci era mai capitato di vedere un pipistrello. Guardate un po' come si attacca al soffitto!

Pipistrello a riposo

 

 

 

Dal forte, una lunga galleria lo collega al sistema di sbarramento posto nella strada di accesso. La galleria inizia con una scalinata di una cinquantina di gradini molto alti. Non sono tanti ma a noi è venuto il fiatone. Abbiamo immaginato che potesse essere un modo per punire i militari, invece delle solite flessioni, fare le scale per una decina di volte!

Strada di accesso al forteLunga scalinata che porta alla galleria di accesso al forte

 

Come si raggiunge: risalendo la Vallarsa si arriva fino al bivio per Vanza e da qui al paese di Pozzacchio. Poco prima del paese sull'ultimo tornante a destra si arriva al parcheggio.


Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario


Forte Pozzacchio

SCHEDA PERCORSO
Provincia: Trento
Comune: Trambileno
Coordinate punto di arrivo: 45.826403 - 11.088622
(45°49'35.05" N - 11°5'19.04" E)
Altitudine di arrivo (m): 882
Difficoltà del percorso: T - Turistico
Ore a piedi (esclusa visita): 2 ore
Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike
Tipologia: Storico, Paesaggistico, Panoramico


Altre foto:

Strada di accesso al forte Galleria lungo la strada di accesso al forte Piantina storica del forte

 

Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco)

Fossato e ingresso al forteLa costruzione del forte Pozzacchio venne avviata verso la fine del 1913 con lo scavo dell'imponente fossato di gola e lo spianamento della sommità del dosso roccioso. Il 10 aprile del 1914 erano conclusi il solo fossato e una galleria centrale a ferro di cavallo a cui si sarebbero poi congiunte le postazioni per cannoni e mitragliatrici.

Diversamente da quanto si verificò in altri cantieri militari, la mobilitazione generale del 2 agosto 1914 non portò ad una sospensione dei lavori, che furono al contrario intensificati (gran parte di ciò che resta della costruzione risale al biennio 1914-1915). Il Genio militare austro-ungarico, constatando la crescente tensione col vicino stato italiano, cercò di rendere il forte quanto prima "capace di difesa" ed elaborò un piano di armamento provvisorio con 5 cannoni, 23 mitragliatrici e una guarnigione di 5 ufficiali e 206 uomini. Si riteneva possibile il completamento del forte entro la fine di luglio 1915 ma i lavori, ostacolati soprattutto dalla carenza di manodopera, procedettero a rilento, tanto che un rapporto del 29 marzo 1915 prendeva atto che "nell'attuale stadio di costruzione il forte si presenta come un sistema di caverne scavate nella roccia, le quali sbucano all'aperto sulle pareti di roccia in grosse aperture. Costituiscono la parte superiore del forte due pozzi per cannoni molto spaziosi e profondi in stadio semicompleto, protetti da un rivestimento di assi. In tutto il forte manca ogni arredamento e - cosa particolarmente vistosa - ogni postazione di fanteria".

Di fatto, allo scoppio del conflitto con l'Italia (24 maggio 1915), i lavori erano in corso: le avancorazze delle cupole girevoli si trovavano depositate nelle vicinanze del cantiere ed il forte era ancora disarmato. Del resto l'arretramento della prima linea di difesa deciso dal comando militare austro-ungarico di Innsbruck sancì l'abbandono della postazione il 3 giugno 1915.

Un destino diverso attendeva le cupole corazzate girevoli e gli obici da 10 cm ivi previsti: giunti alla stazione di Calliano, trovarono una nuova collocazione all'interno del sistema difensivo della Fortezza di Trento.

Caponeria per la difesa del fossatoIl Valmorbia Werke si articolava su tre piani scavati all'interno di un dosso roccioso con accesso da nord-est e pareti strapiombanti su tre lati sulla Vallarsa. Il Genio militare austro-ungarico provvide a far realizzare un profondo fossato, controllato dal tiro delle mitragliatrici e delle fuciliere di una caponiera in calcestruzzo realizzata sullo spigolo nord-est. Un'altra postazione per mitragliatrice batteva lo sbocco della strada d'armi del fossato. Da qui alcune caverne davano accesso al cuore del sistema fortificato che si articolava a partire da una galleria a ferro di cavallo, lungo la quale trovavano spazio i ricoveri della truppa, i magazzini dei viveri, i depositi delle munizioni, le officine, i locali per gli accumulatori e l'impianto elettrogeno, le centrali telefoniche.

I dormitori erano ricavati in baracche costruite all'interno delle caverne e opportunamente isolate. Dalla galleria centrale si diramavano i collegamenti alle postazioni per mitragliatrici e ai riflettori che si affacciavano sulla valle. Un analogo sistema di postazioni si sviluppava all'altezza del piano sottostante.

Postazione in galleria per mitragliatrice Vista della Vallarsa da una postazione in galleria

Sede delle batterieNel cuore della montagna, un pozzo verticale di notevoli dimensioni, resa agibile da un sistema di scale in calcestruzzo armato, dava accesso al piano superiore dove avevano sede le batterie. Si trattava di un enorme blocco di calcestruzzo armato in cui avrebbero dovuto essere installate due cupole corazzate girevoli d'acciaio "Skoda" e, sul fianco destro, una cupola girevole con funzione di osservatorio, servita da un collegamento autonomo.

Sul versante orientale, due scale a chiocciola collocate alle opposte estremità sud e nord, mai completate, avrebbero dovuto collegare il cuore della fortificazione con postazioni per mitragliatrice destinate a battere il versante di accesso al forte.

Creato il: 18/09/06

 

Comments (3)

Dal forte, una lunga galleria lo collega al sistema di sbarramento posto nella strada di accesso
Volevo sapere se recentemente avete percorso la lunga galleria di collegamento al sistema di sbarramento e se la stessa e' sicura oppure presenta delle frane.
Inoltre una domanda mi e' sorta vedendo il sistema di sbarramento visibile percorrendo la strada proveniente dal parcheggio si vede un grande portale che esce sul vuoto del quale non sono riuscito a comprenderne l'utilita' pratica.
#1 - Carlo - 10/12/2010 - 22:38
Galleria di collegamento
Ciao Carlo,
recentemente non abbiamo percorso quella galleria, ricordo che era in buono stato anche se in un tratto c'era molta acqua.
"Il portale che esce sul vuoto" era probabilmente per dei fanaloni ad illuminare la valle sottostante.
Se andrai a visitarlo c'è bisogno di una torcia elettrica molto luminosa.
Ciao
Corrado
#2 - Corrado - 10/13/2010 - 12:36
Foto 2003
Io lo visitai nel 2003 e al link potete trovare le mie foto
www.pedalandoinnatura.blogspot.com
#3 - Luca - 02/23/2012 - 11:38
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