


Abbiamo visitato la Grotta del Popolo (Leute Kubale) il 20 luglio 2008.
Dopo una facilissima passeggiata di circa 30 minuti lungo una vecchia strada che costeggia il torrente Ghelpach, si arriva al punto di discesa. Il posto è segnato da un cartello che ne racconta la storia (vedi sotto).
Il sentiero scende ripido e scivoloso per una 50 di metri fino ad un piccolissimo spiazzo, poi sembra proseguire a destra a scendere verso il greto del torrente. Invece fate attenzione a questa grotta:
alla sua destra il sentiero precipita per circa 4 metri ma con l'aiuto di qualche gradino in ferro si può scendere. La discesa non è molto facile, e sconsigliamo di portare bambini sotto i 10 anni.
Il sentiero prosegue stretto per ancora qualche metro ...
.... ed eccoci all'ingresso.
L'interno molto ampio si sviluppa su due livelli.
Il livello inferiore non è facilmente raggiungibile.
La grotta è illuminata da una spaccatura molto caratteristica, con un grosso macigno incastrato sulla fenditura.
Si ritorna per la stessa strada e la stessa difficile salita. Noi abbiamo portato i bimbi ma non fatelo, il sentiero è veramente pericoloso!
Come si raggiunge: Da Canove di Roana (VI) verso Tresche Conca o seguendo le indicazioni per l'autostrada, passate le ultime case del paese, proseguite per circa 1 km. La strada è a destra poche decine di metri prima del ponte sul torrente. Sulla destra troverete anche la possibilità di parcheggiare. La strada è segnata da indicazioni.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Grotta del Popolo | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Vicenza Comune: Roana | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.855138 - 11.440299 (45°51'18.5" N - 11°26'25.08" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 900 | ||
| Difficoltà del percorso: EE - Escursionisti Esperti Ore a piedi (esclusa visita): 1 ora 30 minuti | ||
| Come si raggiunge: a piedi | ||
| Tipologia: Naturalistico |
Il
suo particolare fascino è dovuto all'enorme macigno rimasto incastrato nella
grande apertura che guarda verso la valle, dalla quale irrompe la luce. Oltre
l'ingresso la grotta si amplia in una vasta sala dall'interno a volta, formata
da una pila di strati poderosi di calcare grigio che ne formano le pareti. Sul
fondo si sviluppa un condotto angusto che si chiude dopo una ventina metri. Si
tratta chiaramente di un condotto percorso e scavato da acque di percolazione.
Pare infatti che nella zona del Tre Pezzi, l'acqua defluisse a valle passando
attraverso una serie di fessure e cavità sotterranee. La Leute Kubale dovrebbe
essersi originata da una di queste, a seguito di crollo laterale. Qui, e in
altre cavità della zona, millenni orsono, viveva l'Ursus spelaeus, il
gigantesco orso delle caverne del quale sono stati ritrovati i resti. Di questo
animale si sa che preferiva ritirarsi nelle cavità naturali e perciò frequentava
la Valle del Ghelpach, ricca di anfratti e di cunicoli sotterranei. Accanto ai
suoi resti (unghie, falangi, costole, ossa piatte del cranio...) sono stati
spesso rinvenuti incisivi di marmotta e canini di Mustelidi.
Creato il: 04/08/08
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