


Abbiamo visitato le grotte del Caglieron il 29 maggio 2011. L'interessante escursione dura circa 30 minuti, è necessario avere scarpe con suola in gomma perché in alcuni punti il tracciato è umido e scivoloso, inoltre in un tratto si passa sotto ad un punto dove le gocce d'acqua non mancano.
Il sentiero inizia subito dopo il ponte ed è possibile parcheggiare l'auto a pochi metri. Il parcheggio è a pagamento (1,5 €) e custodito. In alternativa c'è posto per qualche macchina prima del ponte.
Scesi dalla strada si passa subito sotto il ponte e ci si avvicina al ruscello.
Molte tabelle spiegano il percorso, la geologia, lo scavo delle varie cave.
Le cave sono visitabili anche senza torcia elettrica, non sono molto profonde e la luce che entra è sufficiente per permetterci di addentrarci un po'.
Usciti dalla prima grotta una balaustra permette di ammirare la forra ed i successivi passaggi.
Il sentiero riporta all'interno di un'altra grotta per poi riuscire più in basso dove la forra si fa più stretta.
Nell'attraversare il ruscello è bello ammirare le cascate e le marmitte che le stesse hanno generato.
Si arriva al punto stretto e "piovoso", ma sono solo pochi metri.
Usciti, il sentiero rimane alto sopra il ruscello, e termina ad un vecchio mulino ora trasformato in bar (non è sempre aperto).
Dal mulino il sentiero prosegue per un altra strada fino a farci uscire dall'altra parte del ponte dove avevamo iniziato la visita.
Sopra il parcheggio, una piccola scalinata porta ad un ulteriore grotta che ospita la Madonna di Lourdes e Santa Bernadette.
Come si raggiunge: Dall'uscita autostradale di Vittorio Veneto sud, seguire le indicazioni per Fregona - Piana del Cansiglio. Successivamente si troveranno anche le indicazioni per le Grotte di Caglieron.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Grotte del Caglieron | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Treviso Comune: Fregona | ||
| Coordinate punto di arrivo: 46.00859 - 12.329722 (46°0'30.92" N - 12°19'47" E) | ||
| Coordinate parcheggio: 46.00815 - 12.33051 (46°0'29.34" N - 12°19'49.84" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 290 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 30 minuti | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike, in auto | ||
| Tipologia: Naturalistico |
Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco)
E' un complesso di cavità che si trova nel comune di Fregona, in località Breda. Esse sono chiamate grotte anche se correttamente ci sono:
- alcune cave a cielo aperto;
- altre sono sotterranee, circa una trentina;
- alcune cavità sotterranee naturali quali parte della forra e alcune grotte intersecate dall'ampliamento delle cave.
Localmente vengono chiamate tutte grotte e nei tabelloni illustranti il percorso didattico per grotte si intendono le cave, mentre le poche altre vengono chiamate cavità o grotte naturali.
Le grotte del Caglieron si trovano per la maggior parte in una profonda forra incisa dall'omonimo torrente negli strati di arenarie, di marne e di rari conglomerati calcarei del Miocene medio.
Data la notevole pendenza del letto, le acque formano numerose cascate, alte parecchi metri, con alla base grandi marmitte.
Nella parte più profonda della forra si notano sulle pareti estese concrezioni calcaree piuttosto impure che chiudono in parte la volta, dando all'insieme l'aspetto di una grotta vera e propria. Sulle pareti della forra si aprono delle grandi cavità artificiali (dette grotte), ottenute dall'estrazione dell'arenaria, meglio conosciuta come "Piera dolza"
perché facilmente lavorabile.
L'attività estrattiva, che risale al 1500 e forse anche prima, forniva il materiale per la costruzione degli
stipiti, architravi, ecc., come si può ancora osservare sulle vecchie case di Vittorio Veneto e dintorni.
Interessante il metodo di estrazione del materiale: essendo gli strati inclinati anche oltre i 45 gradi, lo stacco del materiale, praticato con particolari picconcini detti "magli", che hanno lasciato solchi ben visibili, avveniva in grossi blocchi o in parallelepipedi, con l'avvertenza però di lasciare delle colonne inclinate a sostegno della volta. Ne
deriva un insieme così suggestivo di cavità, distribuite lungo l'orrido, e sul cui fondo scorre il vorticoso e rumoroso torrente, da essere fruito turisticamente.
E' stato attrezzato un sentiero che prima scorre sospeso sopra cascate e marmitte, passa all'interno della grotta naturale, poi ritorna alla luce e arriva ad un antico e pittoresco mulino del XVI secolo, che sfruttava per l'appunto le acque del torrente, ora trasformato in caratteristica osteria.
L'area ha un notevole interesse naturalistico. Vi si possono osservare infatti i già ricordati strati di conglomerato, di arenaria e di marna; notevole è la morfologia fluviale con forme di erosione con cascate e marmitte anche di dimensioni notevoli.
All'interno delle grandi cavità spesso ci sono degli stillicidi e delle piccole venute d'acqua che, grazie al notevole contenuto di calcare, danno origine a delle belle concrezioni; inoltre si possono osservare depositi di travertino antico e in via di formazione. In queste acque freatiche non è raro trovare dei piccoli Niphargus che sono dei tipici crostacei ciechi e depigmentati che popolano le acque sotterranee.
La vegetazione nella forra e nelle zone limitrofe è assai caratteristica perché, da un punto di vista climatico, si passa progressivamente da versanti esposti a Sud brulli ed aridi, a zone molto umide nel fondo della forra dove la luce diminuisce progressivamente.
Pertanto i vari piani vegetazionali sono caratterizzati dalla progressiva scomparsa dapprima della fanerogame, poi delle felci, dei muschi, dei licheni e delle alghe unicellulari. Interessanti anche due piccole sorgenti di acque sulfuree.
Notevole anche la valenza didattica che le grotte presentano per la concentrazione di aspetti, in così poca area, riguardanti la geomorfologia, la vegetazione, le forme legate alla fruizione dell'uomo nel tempo per lo sfruttamento della "Piera dolza".
Creato il: 05/06/11
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